Maledizioni, Misteri / febbraio 1, 2017

Il Club dei 27: Una maledizione?

Ciao ragazzi, il clib dei 27 è una maledizione?

Venerdí scorso caricai sul canale un video dal titolo: Le dieci maledizioni più famose della storia. Alla fine vi chiesi di dirmi se volevate che trattassi una delle maledizioni menzionate nella classifica più in dettaglio. In tantissimi avete espresso il desiderio che approfondissi la maledizione del Club dei 27; e oggi voglio accontentarvi.

In primo luogo, passeremo in rassegna la storia di ognuno dei grandi musicisti e cantanti che compongono il Club dei 27, in seguito cercheremo di capire come nacque l’idea della maledizione e, soprattutto, se il 27 come numero possa nascondere un significato più profondo

Ecco quindi

La terribile maledizione del “Club dei 27”

Come dicevamo, il Club dei 27 si riferisce al gran numero di cantanti e musicisti di fama mondiale che persero la vita all’età di 27 anni. Ma chi sono questi grandi personaggi del panorama musicale, e in che circostanze persero la vita? Vediamoli insieme

Robert Johnson

Nato nel 1911 in Mississippi, Robert Johnson non è solo uno dei componenti del Club dei 27, ma anche il protagonista di una leggenda che lo vede aver fatto un patto con il diavolo. Si dice infatti che al principio la sua carriera come chitarrista non fu per niente facile; il suo modo di suonare lo strumento lo faceva definire un musicista mediocre, fino a quando un giorno invocò il diavolo per chiedergli di essere in grado di suonare blues come ancora nessuno era stato in grado di fare.

Da quel momento Johnson si trasformò nel miglior chitarrista della scena musicale della sua epoca, fonte d’ispirazione per moltissimi musicisti successivi, come Elmore James o Eric Clapton, giusto per citarne alcuni. Una notte, qualcuno fece arrivare al suo tavolo una bottiglia di Whisky, che Robert bevve poco prima di salire sul palcoscenico. Durante la sua performance fu preso da un malore, e cadde a terra, molto probabilmente avvelenato con stricnina. La sua misteriosa morte all’età di 27 anni gli attribuì il titolo di primo membro del Club dei 27.

Brian Jones

Uno dei fondatori del famoso gruppo musicale Rolling Stones, Brian Jones ebbe una vita davvero particolare e fu caratterizzato da incredibili doti musicali. La leggenda dice che era capace di imparare a suonare qualsiasi strumento in questione di poche ore. La sua versatilità musicale fu di grande aiuto ai Rolling Stones. Sebbene il suo nome non appaia in qualità di compositore nei crediti dei primi album del gruppo, si sa per certo che è grazie a lui che ebbero così tanto successo.

Purtroppo però, Brian era anche un personaggio problematico; i suoi problemi con la droga e un carattere spesso violento, lo portarono a numerosi scontri con gli altri componenti del gruppo, tanto da costringerli a cacciarlo dallo stesso nel 1969. Brian non oppose resistenza; in quel momento infatti stava combattendo altresì con la depressione. Tuttavia, la sua carriera non sembrava dover finire lì; si sa che in quel periodo gli erano state proposte numerose collaborazioni con personaggi di spicco nel mondo della musica.

Tuttavia, solo un mese più tardi Jones fu trovato senza vita, galleggiando nella piscina di casa sua. Vicino al suo corpo, un inalatore per l’asma. L’autopsia rivelò che la sua morte sarebbe stata uno sfortunato incidente; Brian infatti avrebbe deciso di nuotare sotto l’effetto di droga e alcool. Qualcuno ha attribuito la sua morte a un attacco d’asma, malattia che soffriva da quando era bambino, ma questa versione è quella che attualmente risulta più controversa.

Sia come sia. Anche Brian morì all’età di 27 anni: il Club dei 27 aveva acquisito il suo secondo membro.

Jimi Hendrix

James Marshall Hendrix, meglio conosciuto come Jimi Hendrix, nacque a Seattle, il 27 Novembre del 1942. Definirlo come il più grande chitarrista della storia del rock e del blues elettrico, non è esagerare; difatti la rivista Rolling Stones lo nominò nel 2003 come il miglior chitarrista di tutti i tempi.

Si dice che Hendrix fosse in grado di tessere con la musica, di creare sensazioni sonore uniche grazie alla chitarra, che nel momento in cui suonava diventava una prolungazione del suo corpo.

La sua carriera trionfale però si sarebbe fermata improvvisamente a Londra, la notte del 18 Settembre del 1970. Al termine di una festa, la sua ragazza andò a prenderlo per lasciarlo nel suo Hotel. Completamente ubriaco, prese una decisione avventata, quella di ingerire nove pastiglie di sonnifero.

La combinazione tra alcool e sonniferi fu fatale. Qualcuno disse che Hendrix perse la vita durante il viaggio in ambulanza per portarlo in Ospedale; altri che fu trovato già morto ed altri ancora che il vero responsabile sarebbe il suo manager Michael Jeffrey, che gli avrebbe fatto ingerire le pastiglie per provocargli la morte e ottenere il denaro della sua assicurazione, del quale era il beneficiario.

Anche qui, le dinamiche del suo decesso rimasero un mistero, così come il fatto che anche lui si spense all’età di soli 27 anni.

Janis Joplin

Janis Joplin rappresenta a tutt’oggi il simbolo della cultura rivoluzionaria degli anni 60, la prima donna ad essere considerata una delle più grandi stelle del rock and roll e del blues. Ormai raggiunta la fama, e venuta a sapere della morte di Jimi Hendrix, Janis iniziò a chiedersi cosa sarebbe successo se anche lei avesse perso la vita come il musicista. Sarebbe stata ricordata come lui?

In più di un’occasione arrivò ad affermare che quello di morire giovane era un buon modo per farsi pubblicità; certo, un’affermazione fatta per gioco, con un sorriso sulle labbra, ma che in nessun caso si pensava potesse trasformarsi in una tragica realtà.

Solo un mese più tardi rispetto alla morte di Hendrix, la cantante lasciò lo studio dove stava registrando la canzone “Buried alive in the blues”. Il giorno dopo, non si presentò allo studio all’ora stabilita, e i suoi amici decisero di visitarla al suo Hotel per vedere se stava bene. Janis fu trovata morta accanto al suo letto, vittima di un’overdose di eroina, assunta probabilmente insieme ad alcol. Era il 3 Ottobre del 1970, data in cui il Club dei 27 acquistò il suo quarto membro d’onore.

Jim Morrison

Non c’è dubbio che menzionare Jim Morrison significhi parlare di una vera leggenda del mondo della musica: cantante del gruppo The Doors è considerato a tutt’oggi l’archetipo perfetto di stella del rock carismatico, misterioso e affascinante.

Purtroppo però, Jim era anche un gran consumatore di alcool e droghe. Secondo lui, erano queste sostanze che gli permettevano di raggiungere uno stato superiore di coscienza e che lo mettevano in equilibrio con il suo spirito, facendogli raggiungere la pace interiore.

Dopo aver registrato il disco L.A. Woman, Jim decise di prendersi una pausa e si recò in Francia con la sua ragazza Pamela Courson. Il 3 luglio del 1971 però, Pamela lo trovò morto nella vasca del suo appartamento. L’autopsia rivelò che Jim perse la vita a causa di un problema cardiaco, aggravato dall’abuso di alcol e droghe in generale.

Recentemente, l’attrice e cantante Marianne Faithfull confessò durante un’intervista alla rivista Mojo, che la morte di Jim sarebbe stata causata dal suo dealer Jean de Breiteuil, che gli avrebbe fornito dell’eroina troppo pura, che l’avrebbe reso vittima di un’overdose. Marianne disse anche che in quel periodo Jean sarebbe stato l’amante di Jim. Una versione che non può essere confermata da nessuno e che, quindi, rimane solo un’ipotesi.

Anche lui, al momento della sua morte aveva solo 27 anni.

Kurt Cobain

Nato nel 1967 ad Aberdeen, Kurt Donald Kobain è il portavoce di un’intera generazione. Cantante, compositore e chitarrista, fu uno dei fondatori del gruppo Nirvana, un vero genio musicale dei suoi tempi.

Dietro questa facciata però, Kurt si sentiva scomodo e frustrato, credendo che il suo messaggio era stato mal interpretato dal pubblico. Oltre a questo, la sua incapacità di sopportare la pressione della fama lo resero dipendente da eroina e tranquillizzanti.

Nel 1994 Cobain fece la sua ultima apparizione televisiva in un programma Italiano, e in marzo dello stesso anno cantò in un concerto in Germania. Subito dopo gli venne diagnosticata una bronchite e laringite acute, che lo portò a viaggiare a Roma per ottenere cure mediche. Il giorno dopo il suo arrivo a Roma, la moglie Courtney Love lo trovò nella sua camera d’albergo, vittima di un’overdose causata da un abuso di champagne e Flunitrazepam. Sembrava proprio che il suo fosse stato un tentativo di suicidio.

Dopo 5 giorni di intensa terapia, tornò a Seattle. Poco tempo più tardi, l’8 Aprile del 1994 un operaio lo trovò morto in una stanza sopra il suo garage. Vicino al suo cadavere un fucile, e una ferita di pallottola in testa. Posteriormente la madre affermò in un’intervista: “Adesso Kurt si è unito a quello stupido Club dei 27, del quale sembrava ossessionato. E tutto questo, nonostante io gli continuassi a dire di dimenticarsi di queste stupidaggini”.

Amy Winehouse

L’ultimo membro d’onore del Club dei 27 è Amy Winehouse, la cantante e compositrice Britannica che riuscì in poco tempo a conquistare il mondo con il suo registro vocale unico. Amy è la prima donna nella storia della musica che è stata capace di ottenere il maggior numero di premi in una sola notte, e la prima artista britannica a vincere cinque Grammys.

Tuttavia, nonostante fosse un vero genio della musica, Amy era anche una persona problematica, della quale i mass media parlavano in continuazione a causa dei suoi costanti problemi legali e, soprattutto, per la sua dipendenza a droghe e alcool. In giugno del 2011, Amy diede un concetro a Belgrado che fu definito dai presenti come “il peggior concerto al quale avevano assistito nella loro vita”. Amy salì sullo scenario completamente ubriaca e incapace di cantare; le critiche furono così feroci che il tour fu cancellato.

La fine era vicina, in molti stavano già pensando al peggio, e il 23 luglio del 2011 l’artista fu trovata morta nel suo appartamento a Londra, a causa di un’intossicazione da alcol. Secondo l’autopsia Amy aveva ingerito 416 mg di alcol per decilitro di sangue, la dose mortale è di 350 mg. Anche lei aveva 27 anni.

Esistono altri musicisti e cantanti che potrebbero essere aggiunti a questa lista, ma questi sono senza dubbio i più significativi e i più importanti. Come dicevamo prima il Club dei 27 potrebbe essere considerato unicamente una gran coincidenza, anche se, pensandoci bene…quando un fatto si verifica troppe volte, smette di essere solo accidentale e assume un significato nuovo.

La prima volta che si parlò del Club dei 27 fu proprio a seguito della morte di Brian Jones, Janis Joplin, Jimi Hendrix e Jim Morrison, ma il termine assunse un significato più profondo vent’anni più tardi, dopo la scomparsa di Kurt Kobain. Come possiamo constatare, qui parlare di semplici coincidenze è abbastanza limitativo. Chiaro che una vita di eccessi è più facile che porti alla morte, ma perché sempre a 27 anni? Ci sarebbe qualcosa di speciale in questo numero?

In effetti, il numero 27 ha un significato simbolico; che potrebbe in qualche modo essere legato al mondo della musica.

Nel Corano per esempio, vengono citati 27 profeti, tra i quali appare anche Gesù. Per la religione Islamica quind il 27 è un numero che possiede un profondo significato spirituale, di dialogo tra il divino e l’umano. Si dice che la musica sia un modo per comunicare, trasmettere qualcosa di profondo; ossia che vista in quest’ottica anch’essa potrebbe essere carica di un un significato quasi spirituale.

Anche nella numerologia classica, il 27 è un numero composto orientato alla spiritualità, che combina la capacità creativa con l’immaginazione, ed è legato al mistero dell’esistenza. Ha relazione anche con la salute, la medicina, le terapie alternative…quindi per una sorta di gioco del destino, rappresenta esattamente il contrario di quello che ha caratterizzato questi cantanti e musicisti, una vita di eccessi nella quale la salute non era priorità.

Insomma, il Club dei 27 è una realtà avvolta dal mistero, è una leggenda che ha come protagonisti delle leggende…conferisce ancora più forza a questi grandi della musica, e gli attribuisce un significato mistico.

A questo punto però vi chiedo, è possibile che il Club dei 27 non sia solo una credenza popolare? A parte la vita di eccessi, potrebbe esserci qualche altro motivo che ha portato alla morte di questi personaggi? Esistono davvero le maledizioni?

Fammelo sapere in un commento.

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