Misteri / gennaio 11, 2017

Il mistero del pozzo di Kola risolto

Ciao ragazzi, oggi vi parlerò del mistero del pozzo di Kola.

Negli ultimi tempi sto portando sul canale diversi misteri; fatti inquietanti che non hanno ancora ricevuto una spiegazione logica in alcuni casi; tuttavia, durante le mie ricerche mi capita di imbattermi anche in supposti misteri che sfidano il buonsenso, che vengono mostrati come fatti indiscutibili, ma che si rivelano delle grandi bufale.

È il caso del pozzo di Kola, definito anche il pozzo dell’Inferno, che ha una storia davvero affascinante alle sue spalle, agghiacciante se vogliamo, ma che una volta analizzata può essere smontata in modo molto semplice, e in questo caso con una prova schiacciante.

Sapete bene che adoro il mistero, e che nel limite del possibile cerco sempre di scoprire e di raccontarvi casi davvero singolari; quando però è necessario fare luce su un argomento e raccontarvi la verità, non mi voglio tirare indietro.

Ecco quindi:

La cruda realtà dietro al mistero del pozzo di Kola

La costruzione del pozzo di Kola cominciò all’inizio degli anni 70 proprio a Kola, a dieci chilometri dalla città di Zapolyarny, in Unione Sovietica. Il progetto aveva un fine scientifico e di ricerca in campo geologico; l’idea era quella di perforare la crosta terrestre arrivando ad una profondità di circa 30 chilometri. Dopo una decina d’anni, i responsabili del progetto furono in grado di battere il record di profondità detenuto dal pozzo Bertha Rogers, in Oklahoma, profondo 9583 metri…alcune persone arrivarono addirittura ad affermare che la vera finalità del progetto fosse proprio questa, cioè di superare il record detenuto dagli Stati Uniti.

La perforazione continuò, e nel 1983 si raggiunse quota 12.000 metri di profondità; tuttavia, un gran crollo all’interno del pozzo, obbligò a riprendere la perforazione da 7.000 metri. Nel 1989 si raggiunse la profondità massima di 12262 metri, e da questo momento i lavori vennero interrotti, e il progetto abbandonato. Secondo la versione ufficiale, l’ulteriore perforazione della crosta terrestre era diventata ormai impossibile a causa delle altissime temperature, fino a 180 gradi centigradi, che impossibilitava il normale lavoro delle macchine perforatrici. E qui, finisce la storia di uno dei progetti più ambiziosi in campo geologico, ma questa repentina interruzione dei lavori non poteva che far sorgere delle domande, e in seguito una leggenda che per molto tempo venne creduta reale.

Tutto ebbe inizio con la pubblicazione di un articolo su un giornale finlandese dal titolo “Ammennusatia”. Secondo l’articolo, un gruppo di geologi impegnati in un lavoro di perforazione con il fine di raggiungere il centro della terra, arrivati a quota 14.400 metri di profondità rilevarono con la loro strumentazione delle grida umane. Queste grida e questi lamenti vennero subito associati con quelle delle anime dei condannati dell’inferno. Il Dott. Azzacov, a capo del progetto, avrebbe quindi affermato: “I dati che stiamo raccogliendo sono incredibili. Abbiamo paura di sapere cosa ci può aspettare lì sotto”.

La seconda grande sorpresa per il Dr. Azzacov, sarebbe stata quella delle alte temperature rilevate nella profondità della terra, fino a 1000 gradi centigradi secondo quello che riportò il giornale, un vero e proprio inferno.

La dichiarazione di Azzacov continuerebbe cosí “All’inserire nella parte più profonda del pozzo dei microfoni ultrasensibili, per tenere sotto controllo il movimento delle placche tettoniche, ci portò ad una scoperta terribile. Quello che ascoltammo distrusse la nostra logica scientifica. Erano dei suoni a tratti deboli, però a frequenza molto alta. In un primo momento pensammo che fossero prodotti dalla nostra strumentazione.

Più tardi però, capimmo che quel suono proveniva dalle profondità della terra. Migliaia, o forse milioni di voci gridando di dolore.

Subito dopo questa scoperta, la metà del team di scienziati rinunciò al progetto per paura. Mi auguro che quello che trovammo lì sotto decida di rimanere lì dov’è”. Per rendere il tutto ancora più irreale, in un secondo momento venne aggiunto un altro pezzo alla storia.

Quella stessa notte, dopo aver registrato le voci, un gas luminoso venne sparato al di fuori del pozzo in una colonna di fumo. Dal pozzo emerse un essere con ali di pipistrello che gridò ai presenti: “ho vinto io”, per poi sparire volando nei cieli oscuri della Siberia.

Venne ordinata immediatamente la somministrazione di un farmaco a tutti i lavoratori, che cancellasse la loro memoria a breve termine; il fatto era troppo traumatico per poter essere ritenuto nella memoria e avrebbe potuto avere conseguenze gravi sulla psiche di chi l’aveva vissuto. Azzacov avrebbe concluso poi: “La scoperta fu davvero scioccante; però siamo coscienti di quello che abbiamo visto. Siamo convinti di essere stati in grado di perforare le porte dell’Inferno”.

Chiaramente, non è necessario esaminare il profondità l’articolo per rendersi conto di quanto inverosimile esso sia, e di quanti dati non corretti siano stati forniti. Prima di tutto la profondità raggiunta, 14.400 metri e subito dopo la temperatura di 1000 gradi, in verità erano 180º. Non è necessario neppure soffermarsi sulle supposte dichiarazioni di Azzacov, elaborate ad hoc per fornire credibilità ad una storia davvero rocambolesca.

Tuttavia, alcuni rappresentati della Chiesa cattolica approfittarono il racconto per dimostrare che l’inferno è qualcosa di reale, che non si limita ad una semplice credenza popolare. Per molto tempo la notizia si fece virale, e in nessun momento venne catalogata come una leggenda.

Si rese disponibile anche la supposta registrazione di queste grida di dolore, nella descrizione al video vi lascio un link dove potrete ascoltarla, ma è proprio questa registrazione che dimostra una volta per tutte che il racconto è solamente una bufala.

Dopo una semplice investigazione, si scoprì che il suono non è altro che la copia della traccia di un disco, pubblicato dalla BBC, dal titolo Sound Effects nº 21, “More Death and Horror”, più precisamente la pista dal titolo “gente in panico” al 39esimo secondo. La supposta registrazione del pozzo di Kola è stata leggermente ritoccata, ma paragonando le due tracce musicali risultano praticamente identiche.

A questo punto c’è da chiedersi: perché una testata giornalistica che in generale ha sempre cercato di essere affidabile avrebbe dovuto dare una notizia così strampalata e, ovviamente falsa? Il Dott. Azzacov era complice in tutto questo o il suo nome fu solo utilizzato per dare più credibilità al fatto?

Ma c’è una domanda ancora più importante da farsi; è possibile che questo racconto sia stato inventato per coprire qualche altra scoperta di questo team di geologi? I lavori si sospesero davvero per l’impossibilità tecnica di continuarli, o c’era qualche altro motivo? Se così fosse è poco probabile che venga alla luce, e tutto rimarrà una semplice supposizione.

Ad ogni modo, la conclusione più importante di questo video è la seguente: a volte è sufficiente una piccola investigazione, anche fatta per conto proprio con gli strumenti che abbiamo a disposizione, per rendersi conto di essere stati ingannati.

Non mi aspettavo chiaramente che qualcuno ritenesse vera questa storia, ma credetemi se vi dico che in moltissimi la considerarono reale…e che in certi casi, ancora oggi viene usata da determinati soggetti per dare credito alle loro credenze, soprattutto di tipo religioso.

Allora, come ti ha fatto sentire la storia del pozzo di Kola? La conoscevi? L’avevi già screditata, o forse ci avevi creduto? Fammelo sapere in un commento.

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